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Come educare e prendersi cura di un gattino domestico

4 min di lettura
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Consigliato da Pro Plan

È molto importante incentivare nei gatti sane abitudini quotidiane fin dalla tenera età.

Il micio casalingo tende a imparare da solo le buone maniere. Se però si dimostra poco ricettivo e, invece di seguire il buon esempio, si fa le unghie sul divano, scala le tende della sala e gratta le porte, allora è bene capire come comunicargli il tuo disappunto e dirottarlo verso il comportamento che ritieni più accettabile. Ma come comportarsi? Scopri allora come educare un gattino a stare in casa.

Accogliere un gattino in casa

La domanda giusta non è tanto “cosa fare” quanto piuttosto “cosa non fare”. Esistono infatti dei comportamenti umani che il gatto proprio disconosce. Non per mancanza di buona volontà o peggio per intenzioni poco amichevoli. Si tratta semplicemente di una questione di diverso linguaggio.

Innanzitutto, se non si hanno mai avuto gatti in casa, prima di accogliere un gattino è necessario apportare alcuni piccoli cambiamenti per garantire la sicurezza del nuovo arrivato, proprio come si farebbe per un bambino. Per prima cosa, sarebbe opportuno pulire bene la casa da cima a fondo, prestando particolare attenzione agli spazi inaccessibili alle persone (ma facilmente accessibili a un gattino), ad esempio sotto a una scrivania o dietro al divano, dove potrebbero essere caduti degli oggetti.

Cosa fare per accoglierlo al meglio

Tiragraffi per gatti.

Il primo anno di vita è il momento migliore per educare un gattino, interagire il più possibile con lui, instaurare un legame forte e una relazione positiva. Per tenere viva la sua attenzione utilizza dei giocattoli per gatti, ad esempio un topolino finto.

I giochi per gatti più comuni sono le cannette. Il gioco è una sorta di simulazione della caccia, pertanto è importante incoraggiare il proprio gatto a provare nuovi giocattoli. Il primo anno di vita è il momento migliore per far vivere al tuo gattino esperienze diverse e fare in modo che si abitui alle persone, per prepararlo alla vita adulta. I primi tre mesi di vita sono di fondamentale importanza a livello di socializzazione, pertanto durante questo periodo di formazione fai in modo che il tuo gattino entri in contatto con tante persone, portalo a fare dei giri in macchina e assicurati che sia esposto a vari tipi di rumore, come quello della lavatrice, della TV e del computer.

Se il tuo gatto vive sempre in casa, procurati un tiragraffi per gatti, molto utile sia per mantenere le sue unghie in buono stato, sia per evitare che graffi mobili, divani e tende di valore. Premialo con coccole e con gustosi snack per gatti ogni volta che utilizza il tiragraffi, per incentivarlo a tenere un comportamento corretto, mentre se graffia i mobili rimproveralo con un "no" deciso.

Educare il gattino durante i primi mesi di vita

L'ingresso in una nuova casa rappresenta un grande cambiamento per il gattino, pertanto è consigliabile lasciare che il nuovo arrivato si abitui gradualmente all'ambiente che lo circonda. All'inizio, lascialo in una stanza con cibo, acqua, una cuccia e una lettiera. Una volta ottenuto il consenso del veterinario, permettigli di scoprire poco a poco il resto della casa, lasciandolo libero di esplorare ogni stanza con i propri tempi.

È molto importante incentivare sane abitudini quotidiane fin dalla tenera età, poiché risulta più facile educare il gattino. Inizia poco alla volta a spazzolarlo, lavargli i denti e accorciargli le unghie, affinché si abitui e impari a sentirsi a proprio agio.

Gatto seduto in erba

Metti le ciotole lontano dalla lettiera e dal posto in cui mangi abitualmente. Assicurati che abbia sempre a disposizione dell'acqua fresca.

Non picchiarlo, non scuoterlo e non gridare per sgridarlo. Se si comporta male emetti un suono acuto, ad esempio battendo le mani. Incentivalo a comportarsi bene premiandolo con coccole e snack golosi.

Guida le sue esperienze

L’unico modo per convincere un gatto a non perpetrare un comportamento che tu ritieni sbagliato consiste nel guidare le sue esperienze. Creare un’esperienza negativa legata a un atteggiamento per te inaccettabile è un metodo educativo che funziona, ma ancora di più funziona il rafforzamento dell’esperienza positiva. Il micio, del resto, impara così: se quello che fa ha un esito piacevole, lui lo rifà. Se al contrario rimedia un fallimento, allora si guarda bene dal ripetere lo stesso esperimento.

Un esempio pratico fa capire come la punizione sia controproducente mentre l’esperienza sia funzionale: quando il tuo gatto impara l’uso della lettiera può a volte sbagliarsi. Se gli capita di bagnare il tappeto e tu lo sollevi e lo metti di forza nella lettiera costringendolo a restarci per qualche attimo, lui non farà che associare quell’oggetto a una sorta di tortura ed è possibile che in futuro gli giri alla larga. Se dopo l’uso della sua lettiera può invece giocare rilassato e tranquillo, e tu gli dedichi qualche minuto di esclusiva attenzione, allora lui ripeterà l’esperienza.

Per lo stesso principio, se cerchi di salvare il mobilio della sala, non ha senso sgridare il tuo felino che si fa le unghie sulle casse dello stereo appena comprato: si indispettisce, scappa, torna a farlo quando non lo vedi. Ha invece senso premiarlo quando sta grattando il suo tiragraffi. Non capirà quello che non deve rovinare ma saprà benissimo dove andare a cercare la fonte del suo godimento. Perché questo è il suo modo di essere.

Se lo educhi bene fin da subito, il gattino diventerà un gatto adulto felice ed equilibrato e farà parte della famiglia a tutti gli effetti.