CANE - Hepatic HP

Hepatic™ HP
Hepatic HP

Fegato

Alimento dietetico completo per cuccioli e cani adulti per il supporto della funzione epatica in caso di insufficienza epatica cronica. Questo alimento dietetico è anche adatto per la riduzione del rame nel fegato, con un ridotto tenore di rame.

Secco (3 kg)

VANTAGGI NUTRIZIONALI

Fonti di proteine selezionate

Bassi livelli di rame

Alto contenuto di energia

COMPOSIZIONE E VALORI NUTRIZIONALI

COMPOSIZIONE

Mais* **, uova disidratate*, farina di soia*, polpa di barbabietola disidratata*, grasso animale, interiora aromatizzanti*, minerali, olio di cocco, radice di cicoria disidratata, olio di pesce cellulosa.

* Fonti proteiche
** Carboidrati di elevata digeribilità

 
Hepatic HP
Componenti analitici e additivi Secco
Proteina 19,0%
Oli e grassi e grezzi 18,0%
Ceneri grezze 6,0%
Fibra grezza 3,5%
Sodio 0,21%
Rame totale 4,9 mg/kg
Acido Linoleico 2,0%
Acido arachidonico 0,18%
Acido alfa-linolenico 0,16%
DHA 0,08%
Energia Metabolizzabile (EM) 3,81 kcal/g
Additivi Secco
Vitamina A 19720 UI/kg
Vitamina D3 1330 UI/kg
Vitamina E 540 UI/kg
Vitamina C 140 mg/kg
Iodato di calcio anidro 5,0 mg/kg
Solfato manganoso monoidrato 28 mg/kg
Solfato di zinco monoidrato 660 mg/kg
Selenito di sodio 0,71 mg/kg
Con antiossidanti

RAZIONE GIORNALIERA RACCOMANDATA E MODALITÀ D'USO

Si raccomanda acqua a volontà.
 
CRESCITA CUCCIOLI - ETÀ IN MESI
Peso del cane da adulto (kg) 4 6 9 12
Razione giornaliera (g)
2,5 55 65 adulto adulto
5 85 75 75 adulto
10 125 150 150 adulto
15 160 200 215 adulto
25 225 300 355 365
35 260 365 490 520
45 280 410 600 650
70 450 665 885 940
MANTENIMENTO ADULTO
Peso corporeo (kg) Razione giornaliera (g)
2,5 65
5 105
10 170
15 225
25 315
35 395
45 465
70 625

INFORMAZIONI VETERINARI

Le epatopatie nei cani

Le cause delle patologie epatiche nei cani sono numerose e di varia natura. Le epatopatie canine possono essere distinte principalmente in malattie a eziologia infiammatoria e non infiammatoria, con quelle di origine infiammatoria ulteriormente suddivise in malattie provocate da organismi infettivi (ad es., epatite infettiva, piroplasmosi, babesiosi, leptospirosi, leishmaniosi), malattie non infettive (ad es., epatite cronica, fibrosi e cirrosi) ed epatopatie indotte da farmaci o tossine. Le patologie non infiammatorie più comuni comprendono shunt portosistemico, epatopatia da accumulo di rame (più frequente nei Bedlington terrier) e neoplasia epatobiliare. Nei cani, le forme croniche sono più diffuse di quelle acute. Poiché gli enzimi epatici sono spesso elevati per cause diverse da una malattia primaria a carico del fegato, l'effettiva prevalenza delle epatopatie canine è difficilmente quantificabile; va segnalato tuttavia che recenti studi hanno riscontrato una prevalenza pari all'1,24% in un ospedale universitario europeo, con prevalenza dell'epatite cronica determinata post mortem di circa il 12%.
 
IL RUOLO DELLA DIETA NELLE PATOLOGIE EPATICHE CANINE
Tenuto conto della centralità del fegato nei processi di digestione, assorbimento, metabolismo e immagazzinamento di molte sostanze nutritive nell'organismo, il sostegno nutrizionale è fondamentale nel trattamento dei cani affetti da patologie epatiche, perché può rallentare la progressione della malattia e migliorarne i segni clinici.
Le patologie epatiche croniche provocano malnutrizione per il minore apporto nutritivo associato ad anoressia e nausea, nonché per la cattiva digestione e assimilazione dei cibi spesso correlata a fibrosi epatica e ipertensione portale1. È stato dimostrato che la malnutrizione ha un impatto negativo considerevole sulla prognosi dei pazienti epatopatici2 e pertanto la prevenzione della malnutrizione e il mantenimento di un peso corporeo ottimale dovrebbero essere i principali obiettivi nutrizionali di una dietoterapia epatica. Questi obiettivi possono essere raggiunti con la somministrazione di una dieta molto appetibile e ad alto valore energetico. L'aggiunta di acidi grassi a media catena, lipidi che non richiedono sali biliari o un fegato totalmente funzionante per essere digeriti e assorbiti, è una valida alternativa per garantire il giusto apporto energetico ai cani epatopatici.
In secondo luogo, la dietoterapia delle patologie epatiche canine dovrebbe mirare a ridurre l'accumulo di rame nei pazienti a rischio. Le diete a basso tenore di rame sono consigliate per le razze con predisposizione nota all'accumulo epatico (soprattutto i Bedlington terrier) e per i cani con anomalie diagnosticate nei livelli di rame presenti nel fegato. La restrizione dell'apporto dietetico non ridurrà il rame già accumulato, ma abbinata ai chelanti del rame dovrebbe facilitarne l'eliminazione e impedirne così l'ulteriore accumulo.
Una funzionalità epatica ridotta può anche tradursi in un declino delle riserve di glicogeno e lipidi, con conseguente incremento del catabolismo delle proteine muscolari per soddisfare la costante richiesta di energia. Dato che il 50% circa dell'ammoniaca presente nell'organismo viene temporaneamente immagazzinato nei tessuti muscolari e che i tessuti muscolari sono le principali sedi extraepatiche di detossificazione dell'ammoniaca, il deperimento muscolare può rafforzare l'iperammoniemia e l'encefalopatia epatica3. La terapia dietetica delle epatopatie deve pertanto porsi come altro importante obiettivo garantire un apporto proteico adeguato per preservare la massa muscolare, senza però eccedere la capacità del fegato di prevenire l'accumulo di metaboliti tossici e la conseguente insorgenza di encefalopatia epatica. Anche le fonti proteiche hanno la loro importanza. I cani con shunt portosistemico possono sopravvivere più a lungo e con una sintomatologia più lieve se alimentati con proteine di origine vegetale o del latte4. È stato dimostrato che una dieta a base di soia nei cani affetti da shunt portosistemico porta a una riduzione delle concentrazioni di ammoniaca a digiuno5.
Infine, la dietoterapia nei pazienti epatopatici dovrebbe mirare a facilitare la rigenerazione delle cellule epatiche grazie all'apporto di sostanze nutritive ad azione epatoprotettiva (come lo zinco6), placare l'infiammazione (ad es., con gli acidi grassi Omega-3 a lunga catena7) e contribuire alla riduzione dei danni ossidativi6 (ad es., con gli antiossidanti come la vitamina C e la vitamina E).
 
VANTAGGI CLINICI DERIVANTI DALL’UTILIZZO DI CANINE HP HEPATIC MANAGEMENT
Canine HP Hepatic Management è una dieta espressamente formulata per soddisfare le specifiche esigenze dei cani affetti da patologie epatiche:
  • Fonti selezionate e livelli adeguati di proteine per ridurre l'accumulo di tossine e salvaguardare la funzionalità epatica.
  • Moderati livelli di proteine (19%) per apportare al cane tutti gli aminoacidi necessari a prevenire il catabolismo, senza aumentare il rischio di encefalopatia epatica (EE). Apporto proteico adeguato alla crescita dei cuccioli di età superiore a 14 settimane.
  • Le fonti di proteine sono farina di soia, mais, uova e polpa di barbabietola (62% vegetali, 33% uova) per soddisfare il fabbisogno del cane, riducendo il rischio di EE. La somministrazione di una dieta a base di soia si è dimostrata efficace nel ridurre l'ammoniaca a digiuno nei cani con shunt portosistemico.


 
  • Meno rame per ridurre l'accumulo epatico.
  • Dieta ad alto potere energetico e quindi indicata per lo stato ipercatabolico perché facilita il mantenimento del giusto peso corporeo e previene l'eccessivo catabolismo tissutale.
  • Acidi grassi a media catena per agevolare la digestione dei lipidi.
  • Acidi grassi Omega-3 a lunga catena per contrastare le infiammazioni.
  • Con aggiunta di fibre alimentari e prebiotici (radice di cicoria) per ridurre il riassorbimento e la produzione di ammoniaca nell'intestino crasso.
  • Arricchita con zinco per ridurre il rischio di carenza associato alle patologie epatiche.
  • Indicata per i cuccioli di oltre 14 settimane d'età.
  • Molto appetibile per incoraggiare l'assunzione di cibo, favorire la compliance del paziente e prevenire la malnutrizione.
  • Elevati livelli di antiossidanti (Vitamina C ed E) per proteggere i tessuti epatici e rallentare la progressione dell'epatopatia.
 
  1. Center SA. Nutritional support for dogs and cats with hepatobiliary disease. J Nutr 1998. 128:2733S-2746S.
  2. Meyer HPT & Roudebush P. Hepatobiliary Disease In: Hand MS et al (eds). Small Animal Clinical Nutrition, 5th edition. Mark Morris Institute, Topeka, KS: 2010, 1155-1180.
  3. Rothuizen J et al. Inherited liver diseases: New findings in portosystemic shunts, hyperammonaemia syndromes, and copper toxicosis in Bedlington terriers. In: Proceedings 19th Annu Vet Forum. Am Coll Vet Int Med. 2001; Denver: 637- 639
  4. Condon, R.E. Effect of dietary protein on symptoms and survival in dogs with an Eck fistula. Am J Surg 1971. 121:107-114.
  5. Proot, S. et al. Soy protein isolate versus meat-based low-protein diet for dogs with congenital portosystemic shunts. J Vet Intern Med 2009. 23:794-800.
  6. Meyer HPT & Roudebush P. Hepatobiliary Disease In: Hand MS et al (eds). Small Animal Clinical Nutrition, 5th edition. Mark Morris Institute, Topeka, KS: 2010, 1155-1180.
  7. Scorletti E, Byrne CD. Omega-3 fatty acids, hepatic lipid metabolism, and nonalcoholic fatty liver disease. Annu Rev Nutr. 2013 ;33:231-4
  8. Center SA et al. Liver glutathione concentrations in dogs and cats with naturally occurring liver disease. Am J Vet Res 2002. 63:1187-1197.