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Cane e gatto: una convivenza felice

L’odio tra cani e gatti è proverbiale. Ma, nella pratica, non è sempre così vero:  esempi di convivenza serena, felice e perfino di amore reciproco esistono eccome. Come riuscirci? Basta seguire alcune semplici regole.

Il branco e il territorio

Il cane, in natura, è abituato a vivere in branco. Per lui esistono delle precise gerarchie che, in ambiente domestico, si ripetono. Qui sarà il padrone a rappresentare il capo branco e quindi Fido accetterà di buon grado qualsiasi nuovo arrivato introdotto dal suo superiore. A patto che non diventi geloso. Per evitarlo, è bene usare tutto il tatto e l’affetto di cui sei capace.

Il gatto, invece, molto territoriale, accetta facilmente il cane solo se vede che i suoi spazi non sono invasi e solo se può conservare intatti alcuni luoghi strategici della casa come quello in cui dorme, la lettiera, il cibo, i suoi punti di osservazione.

Cani e gatti,  due linguaggi diversi

Le principali difficoltà della convivenza, invece, possono arrivare quando si tratta di comunicareil gatto e il cane parlano due linguaggi diversi.

  • Coda dritta (non tesa) in verticale: quando il gatto si avvicina così vuol dire che è ben disposto, mentre il cane la mette nella stessa posizione quando vuole dominare e si sente spavaldo.
  • Agitare la coda: il gatto la muove nervosamente quando è teso e sta cercando di scoraggiare qualsiasi approccio, mentre il cane la agita per dimostrare affezione e felicità.
  • Orecchie abbassate all’indietro: il gatto le abbassa quando è davvero arrabbiato, il cane facendo lo stesso movimento dimostra giocosità.
  • Fare le fusa e ringhiare: uno è il modo gatto di manifestare affetto, l’altro è un avvertimento del cane… peccato che i due suoni potrebbero essere confusi!

 

Come si superano le incomprensioni tra cani e gatti?

Semplice: gatti e cani sono in grado di imparare linguaggi diversi dal proprio. Lo dimostra anche il fatto che capiscano perfettamente gli umani. Similmente, imparano a comprendersi, a rispettarsi e ad amarsi reciprocamente superando ogni iniziale timore. I padroni di casa, da parte loro, possono solo cercare di facilitare le condizioni della convivenza mantenendo chiaramente la suddivisione degli spazi vitali di ognuno e cercando di non mutare le abitudini dell’animale che viveva già in casa all’arrivo del secondo. 

 

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