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“BLUE MONDAY” IN UFFICIO: UNO SCODINZOLIO CI SALVERÀ. PER 4 PERSONE SU 10 LAVORARE CON IL PROPRIO PET RIDUCE LO STRESS

Secondo i lavoratori un ufficio pet-friendly riduce lo stress (40%) e il senso di colpa per aver lasciato il proprio cane a casa (46%), crea un ambiente più rilassato (37%) e migliora il work-life balance (31%).

Il 39% degli italiani in cerca di un nuovo lavoro valuta se l’ufficio è “a misura di pet”.
Attraverso la ‘Pets at Work Alliance’, Purina vuole supportare altre aziende affinché possano creare un ambiente lavorativo pet-friendly.


Milano, 17 gennaio 2019 - Umore sotto i piedi, tristezza profonda e poca voglia di uscire di casa. Il “Blue Monday” – il terzo lunedì dell’anno, etichettato come il giorno più triste dell’anno – può rendere una giornata di lavoro più difficile del solito. Alleati inaspettati per superare “indenni” la giornata e per lasciarsi alle spalle la tristezza sono i nostri amici a 4 zampe. Secondo la “Pets at Work Survey” - condotta dall’istituto di ricerca IPSOS per Purina1 - 4 lavoratori su 10 affermano che avere il proprio pet in ufficio riduce lo stress; mentre quasi 4 su 10 ritengono che ciò contribuirebbe a creare un ambiente di lavoro più rilassato. Tra gli effetti positivi di avere il proprio pet in ufficio ci sono anche la riduzione del senso di colpa per aver lasciato il proprio cane a casa (46%) e il miglioramento della conciliazione tra vita privata e vita professionale (31%).

Con Fido in ufficio, meno stress tutto l’anno. Effetti positivi che potrebbero durare 365 giorni all’anno grazie a iniziative che consentano di portare al lavoro il proprio pet, come “Pets at Work”, il programma di Purina, attivo dal 2014, che permette a tutti i dipendenti degli uffici di Assago e di quelli dello stabilimento di Portogruaro di lavorare quotidianamente, fianco a fianco del proprio cane. “Pets at work è ormai un punto fermo del nostro welfare aziendale e la promozione della presenza dei cani in ufficio è diventato uno degli impegni di responsabilità sociale ‘PURINA IN SOCIETY’, i primi nel loro genere per un’azienda di petcare. Forti del nostro credo ‘Insieme è meglio’ e avendo sperimentato in prima persona i benefici di un ufficio pet-friendly - spiega Marco Travaglia, Direttore Generale di Purina Sud Europa - abbiamo dato vita alla ‘Pets at Work Alliance’ per supportare altre aziende affinchè possano creare un ambiente lavorativo pet-friendly”.

Il benefit aziendale del futuro. Nel nostro Paese, le aziende che hanno realizzato progetti come “Pets at work” sottolineano come la presenza dei cani in ufficio contribuisca ad aumentare la socializzazione tra i dipendenti e la loro motivazione, oltre a migliorare la conciliazione tra lavoro e vita privata2. Gli uffici pet friendly sono diventati un benefit importante per i lavoratori di oggi: nella ricerca di un nuovo impiego infatti il 39% degli italiani analizza se il nuovo ufficio è “a misura di cane”1 e il 42% dei millenials del Belpaese ritiene che portare i pet in ufficio sia la soluzione per sentirsi meno in colpa nei confronti degli amici a quattro zampe e godere a pieno della loro compagnia, con ripercussioni positive sull’umore e sul benessere1.



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Elena Mauro – [email protected] – 3371076469
Alice Marotta – [email protected] - 334 9134855



 
1 La “Pets at Work Survey”, commissionata da PURINA, è stata condotta nel 2017 da IPSOS che ha realizzato un totale di 3.221 interviste CAWI su proprietari di cani lavoratori a tempo pieno. In Gran Bretagna, Francia, Germania, Russia, Italia e Spagna la ricerca ha coinvolto 400 persone per ciascun paese mentre in Svizzera e Portogallo i partecipanti sono stati 200. Sono state escluse dal campione persone impiegate in aziende di petfood o con un lavoro legato al settore degli animali da compagnia, come veterinari o allevatori. Al campione sono stati aggiunti anche 80 partecipanti Millenials (fascia d’età 18-34 anni) in ciascun Paese.
 
2 La “[email protected]: conoscenza, adesione e interesse” è una ricerca quantitativa nel 2017 da Kantar Millward Brown, su un campione nazionale di 150 interviste telefoniche effettuate con metodologia CATI (Computer Aided Telephone Interview) con referenti HR, Comunicazione, Relazioni PR, Direttori e Responsabili di aziende.

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